Racconto Parigi – Genova 2000 – 2° parte

Racconto serata Parigi – Genova 2000 – Seconda parte

(seconda parte)

… E’ vero, la sala è piena… circa 300 persone … c’è davvero il Console, c’è il Presidente della Circoscrizione, ci sono molti francesi (… molte francesi…), molti genovesi… e tutti per ascoltare la musica di Fabrizio.

… 20.55… “Stefano vai! Riccardo, ferma la musica!”

Amici, non vi racconterò passo per passo come si è svolta la serata, il programma credo che lo abbiate letto nelle pagine di questo sito e se leggete anche l’articolo del SECOLO XIX avrete una discreta sensazione della serata.

Naturalmente tutta questa gente è venuta in teatro per ascoltare le canzoni di Fabrizio e non certo per vedere me (a parte qualche mio amico e qualche curioso, immagino). Il pubblico ha seguito attentamente tutto il programma con raccoglimento, io credo di avere svolto bene quello che dovevo. Gli applausi alla fine di ogni brano erano spontanei. Ebbene sì, Dario è rimasto soddisfatto… mi sono commosso come nel pomeriggio durante le prove e come tutte le sere precedenti nello stesso punto della stessa canzone, sono andato avanti credendo di avere rimediato una brutta figura, ma gli applausi del pubblico e i commenti successivi mi hanno rincuorato… Pare che invece sia stato un momento vissuto molto intensamente anche dal pubblico. In verità avevo avuto la sensazione di sentire qualcuno che non riusciva a trattenere dei singhiozzi di pianto nelle prime file ed avevo sperato intensamente che non fosse mia madre per non essere ricordato in seguito come una specie di Mario Merola (il re delle sceneggiate napoletane), mi è stato detto che invece era un bambino, in questo caso spero di non essere ricordato come “Quello che fa piangere i bambini”…

Roberto mi ha detto in seguito che per 5 minuti ha dovuto trattenersi perchè sarebbe scoppiato a piangere a dirotto anche lui. Dario ha detto che finalmente ha assistito ad un concerto che gli è piaciuto.

Alla fine buona parte del pubblico si è avvicinato al palco per darmi la mano, compreso il Console…

Qualcuno che non conosceva le canzoni di Fabrizio che avevo presentato, letto la traduzione e interpretato nella prima parte, mi ha voluto dire che è uscito dalla sala Germi apprezzandole e canticchiandole.

Scusatemi amici, io non sono Celentano, non sono Vecchioni, non sono Ligabue e tanto meno non sono un poeta… non sono Fabrizio…

Sono un poveretto che con pochi mezzi, con tanta passione, con tanto amore, con tanto rispetto ha costruito una serata stupenda in ricordo della musica di De Andrè.

Mi dispiace… non ho potuto portare:

– nè Fabio Fazio

– nè Michele Serra

– nè Lella Costa

– nè Davide Riondino

– nè Franca Rame

Mi dispiace… davvero…. non ho potuto portare tutta questa bella gente… e ho voluto che non ci fosse nessuno spunto politico nella “Nostra serata”… mi piace la discrezione, non mi piace cazzeggiare e mi piace manifestare le mie idee politiche nei contesti giusti e non quando c’è la commemorazione del Poeta di Genova e d’Italia…

… Mi viene anche il dubbio che io, ESSENDO CONTRO QUESTO TIPO DI PROPAGANDA, forse non ho il diritto di volere bene a Fabrizio, di ascoltare le sue canzoni e non parliamo di cantarle….

…FORSE… HO SBAGLIATO TUTTO…

Gaetano

P.S.

A quelli che eventualmente non avessero apprezzato perchè, non so per quale motivo, si sentono gli unici assoluti depositari del ricordo della musica di De André, ripeto, non capisco con quale legittimazione, vorrei dire di non vivere solo del loro compiacimento nel pensare a quanto sono bravi nel ricordarLo. Vorrei anche dire di tirare su il sederino dalle loro belle seggioline e di ripassare i versi delle canzoni di Fabrizio. Molte potrebbero fare al caso loro, io ad alcuni consiglierei “Il gorilla” che come ben sanno spiega quanto possa essere ingiusto (e a volte doloroso) ergersi a giudici degli altri.

Ma per tutti voglio ricordare alcuni versi di Georges Brassens e Fabrizio De Andrè:

E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi

crepate pure per primi noi vi cediamo il passo

però per cortesia lasciate vivere gli altri

la vita è grosso modo il loro unico lusso

tanto più che la carogna è già abbastanza attenta

non c’è nessun bisogno di reggerle la falce

basta con le garrote in nome della pace

moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta

va bè, ma di morte lenta.

Grazie Fabrizio…


RINGRAZIO:

Il Comune di Genova

Stefano Garassino (Coordinatore Commissione Cultura Circ.CentroEst)

I miei colleghi in Commissione.

Aldo Siri (Presidente Circ. CentroEst)

I consiglieri della Circoscrizione.

Gli impiegati ed i funzionari.

Jeaque Barrere (Direttore del Centre Culturel Franco-Italien)

e inoltre:

Giovanna (Mia moglie)

Marcello (Mio Fratello)

Roberto (Musicista mio amico)

Riccardo (Musicista ed impresario mio amico)

Dario (impiegato comunale addetto alla sala Germi)

un ringraziamento particolare va a:

Tassio (famoso negozio di dischi in via Del Campo)

Il Corriere Mercantile (Quotidiano di Genova)

Raffaella Grassi (Giornalista de “Il SECOLO XIX”)

TUTTE QUESTE PERSONE MI HANNO AIUTATO NEL SOLO INTERESSE DI RICORDARE FABRIZIO NELLA “CITTA’ VECCHIA” (i quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi) E IN VIA DEL CAMPO CHE LUI HA AMATO COME SOLO UN GIGANTE PUO’ FARE.